Come trovare parole chiave a bassa concorrenza per il tuo blog

Perchè le keyword a bassa concorrenza sono fondamentali per i nuovi blog

Per un blog che muove i primi passi nel mondo della SEO, competere per keyword ad alta concorrenza è come cercare di scalare l’Everest senza ossigeno supplementare. I siti con autorità consolidata, migliaia di backlink e anni di contenuti dominano già le prime posizioni. Le keyword a bassa concorrenza rappresentano invece un sentiero meno battuto ma molto più percorribile, dove anche un blog nuovo può raggiungere le prime pagine di Google in tempi ragionevoli e costruire traffico organico sostenibile.

Questo approccio di targeting a bassa concorrenza è alla base della strategia SEO per nuovi siti. Mentre aspiri a posizionarti per termini più competitivi in futuro, iniziare con keyword a bassa difficoltà ti permette di costruire autorità, accumulare click e dimostrare a Google che il tuo sito merita attenzione. Ogni pagina ben posizionata per una keyword a bassa concorrenza genera traffico, backlink naturali e segnali di qualità che rafforzano l’autorità complessiva del dominio. Le long-tail keyword, in particolare, offrono il miglior rapporto tra sforzo e risultato per chi inizia.

Cos’è una keyword a bassa concorrenza

Una keyword a bassa concorrenza è un termine di ricerca per cui i siti web che competono nelle prime posizioni hanno un’autorità di dominio relativamente bassa, pochi backlink, contenuti superficiali o datati, e pagine non particolarmente ottimizzate. In pratica, è un’opportunità di posizionamento dove la qualità del tuo contenuto può superare l’autorità dei competitor perché questi ultimi non hanno investito abbastanza nella pagina.

Le caratteristiche di una keyword a bassa concorrenza includono: volume di ricerca da basso a medio (100-1000 ricerche mensili), SERP dominati da pagine con basso Domain Rating, contenuti di qualità mediocre nelle prime posizioni, assenza di featured snippet o rich snippet ben realizzati, e pagine con tempi di caricamento lenti o UX scadente. Identificare queste opportunità è il primo passo per costruire una strategia SEO vincente per un blog in crescita.

Metodi per identificare keyword a bassa concorrenza

Strumenti di keyword research

Gli strumenti di keyword research professionali offrono filtri specifici per identificare keyword a bassa concorrenza. Ahrefs ha il “Keyword Difficulty” (KD): un punteggio da 0 a 100 che indica quanto è difficile posizionarsi per una keyword. Per un blog nuovo, concentrati su keyword con KD inferiore a 20-30. Semrush offre un filtro “Competition” simile, con tre livelli: bassa, media, alta. Filtra per “bassa” per trovare opportunità accessibili.

Ubersuggest di Neil Patel è uno strumento più accessibile economicamente che offre un indicatore di difficoltà SEO. Google Keyword Planner, sebbene meno specifico sulla difficoltà, rimane utile per volumi di ricerca e suggerimenti di keyword. La combinazione di più strumenti ti dà una visione più completa: usa Ahrefs o Semrush come riferimento principale per la difficoltà, e Google Keyword Planner per validare i volumi di ricerca.

Analizzare i SERP per valutare la concorrenza

Anche senza strumenti a pagamento, puoi valutare la concorrenza di una keyword analizzando manualmente i risultati di ricerca. Cerca la keyword e osserva i primi 10 risultati. Se vedi domini come Wikipedia, Forbes, Amazon, o siti governativi, la concorrenza è alta. Se invece trovi blog piccoli, pagine con contenuti datati (2-3 anni fa), articoli corti (sotto 500 parole) o pagine con poche immagini e formattazione base, hai davanti un’opportunità a bassa concorrenza.

Altri segnali di bassa concorrenza includono: risultati senza data di pubblicazione, pagine senza immagini o video, nessun dato strutturato, URL non ottimizzati, meta description poco accattivanti, e assenza di link interni. Se puoi creare una pagina significativamente migliore di quelle già presenti nei SERP, hai buone possibilità di posizionarti anche come blog nuovo.

Valutare la difficoltà effettiva di una keyword

La difficoltà di una keyword non si misura solo con un numero. Devi analizzare i competitor che occupano le prime posizioni: qual è il loro Domain Authority? Quanti backlink ha la loro pagina posizionata? Quanto è lungo e approfondito il loro contenuto? Quanto è recente? Che velocità di caricamento ha? Questi fattori combinati ti danno un quadro realistico dello sforzo necessario per superarli.

Una regola pratica: se i primi 5 risultati hanno Domain Rating inferiore a 50 e la pagina posizionata ha meno di 20 backlink, la keyword è probabilmente accessibile. Se invece vedi DR 70+ e centinaia di backlink per ogni pagina, meglio cercare alternative. Il contenuto è un altro fattore cruciale: se le prime pagine hanno contenuti brevi o superficiali, puoi superarle con un articolo più completo e meglio strutturato, anche con un’autorità di dominio inferiore.

Trovare content gap con l’analisi competitor

I competitor spesso hanno “buchi” nei loro contenuti: argomenti correlati che non hanno coperto, domande non risposte, o angolazioni non esplorate. Identificare questi gap ti permette di creare contenuti che rispondono a esigenze specifiche del tuo pubblico senza competere direttamente per le stesse keyword. L’analisi dei competitor è una delle tecniche più efficaci per scoprire keyword a bassa concorrenza.

Per farlo, scegli 3-5 competitor diretti del tuo settore, analizza le loro pagine migliori (quelle con più traffico), e identifica gli argomenti correlati che non hanno trattato. Usa Ahrefs o Semrush per vedere per quali keyword si posizionano i competitor e quali di queste hanno bassa difficoltà. In alternativa, cerca manualmente i loro articoli più recenti e cerca domande nei commenti o nelle sezioni FAQ che non hanno ricevuto risposta adeguata.

Sfruttare “Le persone hanno chiesto” e “Ricerche correlate”

Le sezioni “Le persone hanno chiesto” (People Also Ask) e “Ricerche correlate” (Related Searches) in Google sono miniere d’oro per trovare keyword a bassa concorrenza. Le domande in People Also Ask rappresentano spesso long-tail keyword a bassa competizione perché sono domande specifiche che gli utenti digitano in forma di interrogazione. Ogni domanda può diventare un articolo a sé stante o una sezione all’interno di un articolo più ampio.

Dalle “Ricerche correlate” in fondo ai SERP, ottieni variazioni delle tue keyword principali che spesso hanno volumi di ricerca più bassi ma anche concorrenza molto ridotta. Copiare queste keyword in un foglio di calcolo e analizzarle sistematicamente con uno strumento di keyword research ti fornirà una lista di opportunità a bassa concorrenza pronte per essere sviluppate nel tuo calendario editoriale.

Bilanciare volume di ricerca, difficoltà e pertinenza

Non tutte le keyword a bassa concorrenza sono uguali. Alcune hanno volume di ricerca troppo basso (sotto 50 ricerche/mese) per giustificare la creazione di un articolo. Altre potrebbero avere volume decente ma scarsa pertinenza con il tuo settore, attirando visitatori che non si convertiranno mai. La chiave è trovare il giusto equilibrio tra volume di ricerca, difficoltà e soprattutto pertinenza per il tuo business.

Una buona regola è: dai priorità alle keyword con volume tra 100 e 1000 ricerche mensili, difficoltà bassa (KD sotto 30), e alta pertinenza con la tua offerta di prodotti o servizi. Per un blog nuovo, anche keyword con volume di 50-100 ricerche mensili possono essere preziose se hanno concorrenza molto bassa (KD sotto 10) e portano visitatori qualificati. L’obiettivo è accumulare traffico da molte piccole vittorie piuttosto che inseguire poche keyword impossibili da posizionare.

Keyword informazionali vs commerciali

Le keyword si dividono in due grandi categorie: informazionali (l’utente cerca informazioni, come “come creare un sito WordPress”) e commerciali (l’utente cerca prodotti o servizi, come “miglior hosting WordPress economico”). Per un blog nuovo, le keyword informazionali a bassa concorrenza sono il punto di partenza ideale: richiedono meno autorità di dominio per posizionarsi, attraggono visitatori all’inizio del loro percorso d’acquisto, e ti permettono di costruire fiducia e autorità.

Le keyword commerciali sono più difficili da posizionare perché attirano siti con intenzioni di vendita, e Google tende a privilegiare domini consolidati per queste query. Tuttavia, una volta che il tuo blog ha accumulato un minimo di autorità, puoi iniziare a competere anche per keyword commerciali a bassa concorrenza, magari specifiche per nicchie locali o segmenti di mercato poco serviti.

Costruire un keyword bank per il calendario editoriale

Un keyword bank è un archivio organizzato di keyword target, con metadati come volume di ricerca, difficoltà, pertinenza, tipo (infromazionale/commerciale), e priorità. Creare e mantenere un keyword bank è un’abitudine fondamentale per qualsiasi content marketer serio. Ogni volta che trovi una keyword interessante, aggiungila al bank: anche se non la usi subito, avrai sempre una lista di idee pronte per il tuo calendario editoriale.

Struttura il tuo keyword bank in categorie per argomento, con una colonna per la priorità (Alta, Media, Bassa) basata sul rapporto volume/difficoltà/pertinenza. Quando pianifichi i contenuti per il mese successivo, attingi prima dalle keyword ad alta priorità e bassa difficoltà, integrando gradualmente keyword più impegnative man mano che il sito guadagna autorità. Aggiorna il bank trimestralmente per includere nuove opportunità e rimuovere quelle che hanno perso rilevanza.

Conclusione

Trovare keyword a bassa concorrenza è il metodo più efficace per un blog nuovo di costruire traffico organico senza competere con siti affermati. Utilizzando strumenti come Ahrefs e Semrush con filtri di difficoltà, analizzando manualmente i SERP per identificare competitor deboli, sfruttando People Also Ask e Ricerche Correlate per long-tail keyword, e bilanciando volume di ricerca vs difficoltà vs pertinenza, puoi costruire una strategia SEO solida e sostenibile. Un keyword bank ben organizzato diventa la risorsa più preziosa del tuo calendario editoriale, guidando ogni decisione sui contenuti per massimizzare il ritorno sull’investimento SEO.

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