Come scegliere l’estensione del dominio
La scelta dell’estensione (o TLD) è il primo passo nella registrazione di un dominio. Le opzioni sono decine: .com, .it, .org, .net, .eu e centinaia di nuovi gTLD come .blog, .design, .store. Ognuna ha implicazioni strategiche per il posizionamento e la percezione del brand.
Il dominio .com
Il .com è l’estensione più riconosciuta al mondo. Gli utenti digitano automaticamente .com quando cercano un sito, anche se l’estensione reale è diversa. Ha autorità percepita: un dominio .com viene visto come più affidabile e globale. Se il vostro .com esatto è disponibile, registratelo come prima scelta, anche se pensate di usare un’altra estensione come principale. Il problema è la disponibilità: la maggior parte dei .com composti da una o due parole sono già registrati. Dovrete essere creativi con il nome o acquistare il dominio sul mercato secondario (vedi sezione domini in scadenza).
Il dominio .it e le estensioni nazionali
Per un pubblico italiano, il .it è la scelta migliore dopo il .com. Google considera il ccTLD come segnale di geolocalizzazione: un sito con .it viene indicizzato automaticamente nei risultati di ricerca italiani. È gestito dal Registro .it del CNR. Requisiti: il registrante deve essere residente in un paese dell’UE (o avere un rappresentante). Il .it è economico (10-15 euro all’anno) e la gestione è semplice.
Se il vostro target è esclusivamente italiano, usate il .it come dominio principale. Se il target è internazionale ma con una forte presenza italiana, registrate entrambi (.com e .it) e puntate uno sul principale con redirect 301. Per il mercato tedesco, .de; per il Regno Unito, .uk; per la Francia, .fr. I ccTLD locali hanno autorità SEO superiore rispetto ai gTLD generici nei rispettivi paesi.
.org, .net e nuovi gTLD
Il .org è tradizionalmente associato a organizzazioni no-profit, fondazioni e progetti open source. Sebbene non ci siano restrizioni alla registrazione, viene percepito come estensione per enti senza scopo di lucro. Il .net è nato per le società di networking e provider internet, ma oggi viene usato come alternativa al .com quando il .com non è disponibile.
I nuovi gTLD (.blog, .design, .store, .tech, .agency, .digital) offrono nomi più descrittivi e spesso sono disponibili dove il .com è occupato. Un dominio come “mionome.design” comunica immediatamente il settore. Google tratta i gTLD come equivalenti al .com per il ranking. Tuttavia, la familiarità degli utenti è minore: dovrete comunicare attivamente l’estensione nel marketing.
Strategie per il nome del dominio
Il nome del dominio è il vostro indirizzo permanente sul web. Sbagliarlo significa rendere difficile la memorizzazione e la condivisione.
Brandable vs keyword-rich
Un dominio brandable (es. “Google”, “Etsy”, “Spotify”) è unico, memorabile e distintivo. Non contiene parole chiave ma costruisce un brand. Un dominio keyword-rich (es. “ristorantemilano.com”) contiene termini di ricerca rilevanti per il business. Google ha ridotto l’importanza delle keyword nei domini (EMD update del 2012), ma un dominio descrittivo aiuta ancora gli utenti a capire subito di cosa si occupa il sito. La scelta ottimale è un nome brandabile che contiene anche un accenno al settore.
Nomi brevi e memorabili
Un dominio dovrebbe essere corto (idealmente 6-12 caratteri), facile da scrivere e da pronunciare. Evitate doppie lettere consecutive (es. “massmarket.com” si presta a errori di digitazione), combinazioni ambigue e parole che si scrivono diversamente da come si pronunciano. Testate il dominio: dite “visita marchiox punto com” a un amico e chiedetegli di digitarlo. Se sbaglia, il nome è troppo complesso.
Evitare trattini e numeri
I trattini (es. “mio-nuovo-sito.com”) creano confusione: gli utenti dimenticano di inserirli e finiscono sul sito concorrente. Inoltre, i domini con trattini sono associati a siti di bassa qualità o spam. I numeri (es. “sito4u.com”) sono ambigui: “4” si legge “quattro” o “for”? “u” si legge “u” o “you”? Create ambiguità che riducono il traffico diretto. Eccezioni: se il numero fa parte del marchio registrato (es. “7eleven.com”).
Domini con più parole
Se il dominio singolo parola non è disponibile, provate combinazioni di due parole (es. “greenwood”, “bluefinch”). Le parole composte devono essere naturali in italiano o inglese. Evitate combinazioni che creano letture imbarazzanti (es. “teachersit” letto male diventa “teacher sit”). Prima di registrare, scrivete il dominio in minuscolo tutto attaccato e leggetelo ad alta voce.
Dove registrare il dominio
La scelta del registrar influisce sul prezzo, sulla qualità del supporto e sulla facilità di gestione.
Registrar consigliati
I registrar più affidabili includono Namecheap, Cloudflare Registrar, Google Domains (ora SquareSpace), e per l’Italia con un .it, Registro.it (tramite provider autorizzati come Aruba, Register.it, OVH). Namecheap offre WhoIs Privacy Protection gratuita a vita su molti TLD. Cloudflare Registrar rivende al costo, senza markup, ma richiede che i DNS siano gestiti da Cloudflare. Per domini .it, scegliete un registrar italiano per semplificare la gestione del codice di rilascio e la compliance con il Registro .it.
Privacy protection (WhoIs)
Prima del GDPR, i dati del registrante (nome, indirizzo, email, telefono) erano pubblici nel database WhoIs. Oggi la maggior parte dei registrar offre la privacy protection che sostituisce i dati reali con informazioni generiche. Attivatela sempre, è quasi sempre gratuita. Per il dominio .it, il Registro .it non pubblica più i dati personali dal 2018, quindi la privacy è automatica.
Auto-renewal
Impostate sempre il rinnovo automatico. Un dominio scaduto viene messo in “grace period” (40 giorni per .com, 30 per .it), durante il quale potete rinnovarlo con costi extra. Dopo il grace period, va in “redemption period” (30 giorni) con costi di ripristino elevati (50-200 euro). Dopo, viene rilasciato e chiunque può registrarlo. Perdere un dominio consolidato significa perdere SEO equity, email e credibilità. Attivate l’auto-renewal e tenere una carta di credito valida sul registrar.
Gestione dei record DNS
I DNS (Domain Name System) trasformano il nome dominio in indirizzo IP. Una configurazione errata rende il sito o la posta irraggiungibili.
Il record A punta il dominio all’indirizzo IPv4 del server. Esempio: esempio.com A 123.123.123.123. Per IPv6 si usa il record AAAA. Il record CNAME crea un alias: www -> esempio.com. La maggior parte dei registrar configura automaticamente i record A e CNAME di default.
I record MX (Mail Exchange) specificano il server di posta. Se usate Gmail Workspace, inserite i record MX di Google. Per Outlook, quelli Microsoft. Per un servizio email personalizzato (es. MXRoute, Zoho), seguite le istruzioni del provider. I record TXT sono usati per verifica di proprietà (Google Search Console), SPF (autorizzazione mittenti email) e DKIM (firma digitale delle email). Un record TXT mancante causa problemi di deliverabilità delle email.
I nameserver (NS) indicano al sistema DNS dove trovare le informazioni del dominio. Se cambiate hosting, dovrete aggiornare i nameserver verso il nuovo provider. Il TTL (Time To Live) controlla la cache DNS: impostate 300-600 secondi prima di un cambio di server, poi 86400 (24 ore) a regime.
Trasferimento del dominio
Il trasferimento di un dominio da un registrar a un altro è un’operazione delicata ma comune (cambio hosting, miglior prezzo).
Procedura: sbloccate il dominio presso il registrar attuale (disabilitate il registrar lock). Richiedete il codice di autorizzazione (Auth Code o EPP Code) per il TLD (per .com è una stringa di lettere e numeri). Iniziate il trasferimento presso il nuovo registrar e inserite il codice. Ricevete una email di conferma all’indirizzo del registrante (WhoIs). Confermate. Il trasferimento richiede 5-7 giorni per .com, fino a 14 per .it. Durante il trasferimento, il dominio continua a funzionare normalmente.
Note: non trasferite un dominio entro 60 giorni dalla registrazione o da un precedente trasferimento (ICANN lock). Per il .it, il Registro .it richiede che il dominio sia stato registrato da almeno 60 giorni. Assicuratevi di non avere rinnovi in sospeso e che la scadenza sia tra almeno 30 giorni.
Subdomini vs subdirectory per SEO
Un dibattito classico: blog.posizioneaziendale.com (subdominio) vs posizioneaziendale.com/blog (subdirectory).
Google ha dichiarato che tratta allo stesso modo subdomini e subdirectory. Tuttavia, nella pratica, i subdomini sono trattati come siti separati: l’autorità (backlink) del dominio principale non si trasferisce automaticamente al subdominio. Una subdirectory eredita la piena autorità del dominio. Per la maggior parte dei siti, la subdirectory è la scelta migliore. Eccezioni: blog in una lingua diversa (es. en.sito.com per contenuti inglesi), e-commerce con piattaforma separata (es. shop.sito.com su Shopify), o sezioni tecnicamente molto diverse.
Acquisto di domini in scadenza
I domini in scadenza (expired domain) possono avere backlink preesistenti, autorità SEO e traffico diretto. Acquistarli è una strategia SEO avanzata.
Piattaforme come GoDaddy Auctions, Namejet e Dropcatch permettono di fare offerte su domini in scadenza. Il costo varia da pochi euro (domini senza traffico) a migliaia (domini premium con backlink di qualità). Prima di acquistare, verificate con Ahrefs o Semrush: profilo backlink (evitate domini con link spam), storico del sito (Internet Archive), presenza in Google Search Console ed eventuali penalità manuali.
Un dominio penalizzato da Google può trascinare in basso il vostro sito. Controllate anche il trademark: registrare un dominio che viola un marchio registrato espone a controversie legali (UDRP). Per valutare il valore di un dominio, considerate: lunghezza, estensione, presenza di keyword, backlink, traffico stimato e marchi simili.
Conclusioni
Scegliere il dominio giusto è un investimento a lungo termine. Preferite il .com se disponibile, altrimenti il .it per il pubblico italiano. Create un nome breve, senza trattini e numeri, che sia facile da ricordare e pronunciare. Registrate presso un registrar affidabile con privacy protection e auto-renewal attivi. Configurate correttamente i record DNS e valutate l’acquisto di domini in scadenza solo dopo un’analisi approfondita. Un buon dominio è il biglietto da visita del vostro progetto web.
